Il territorio

Ca’ Sverio si trova nella parte orientale delle Prealpi Trevigiane, un territorio diviso tra pianura, collina e montagna, caratterizzato dalla presenta numerosi e caratteristici borghi storici, sorti alle pendici delle due vette più alte del settore prealpino trevigiano (Monte Visentin e Monte Pizzoc), dalla cui cima si domina l’intera pianura. Questo territorio, oltre alle bellezze naturali e storiche, è caratterizzato da numerosissimi siti, eventi e manifestazioni che arricchiscono l’offerta e vi porteranno a conoscere meglio le comunità che vi ospitano. 

Inoltre, a portata di “gita giornaliera”, potete visitare alcuni dei luoghi più famosi al mondo, come Venezia, le spiagge del Mar Adriatico, le Dolomiti e le Colline del Prosecco, tutti siti patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. Ma noi vi consigliamo anche qualche altra meta, magari non così famosa, ma forse più rilassante, come la Foresta del Cansiglio, i laghi delle Prealpi Trevigiane e i Parchi Didattici Tematici dell’Alta Marca Trevigiana, tutti ideali per famiglie e bambini. Buona vacanza!

VENEZIA E LE SPIAGGE DEL MAR ADRIATICO

Non servono particolari spiegazioni. Ogni anno, più di 30 milioni di persone scelgono di visitare la Città della Serenissima e il suo fantastico litorale sabbioso e caldo.

 

Salire su una gondola, attraversare il Canal Grande sul Ponte di Rialto, prendere un caffè in Piazza San Marco o esprimere un desiderio passando sotto al Ponte dei Sospiri, sono tutte esperienze che una persona deve fare almeno una volta nella vita. Ma Venezia è molto di più. Ogni palazzo, ogni calle, ogni campo ha una storia da raccontare e, spesso, nemmeno chi ci vive per un periodo o vi lavora riesce a conoscere tutti i particolari e i dettagli che questa meravigliosa città nasconde. A volte, aprendo un portone o sbirciando da una finestra di una casa qualsiasi, si vedono soffitti affrescati, ricchi decori lignei dorati o sculture incredibili.

 

Ma Venezia non è solo una città. E’ il centro di un sistema di vie d’acqua, di canali, di isole e di bacini, che prende il nome di Laguna di Venezia, appunto, e che vale la pena di visitare, soprattutto in barca. Isole come Murano, Burano, Torcello sono mete definite “secondarie”, ma sono altrettanto affascinanti, e non solo per i mastri vetrai che ancora popolano i piani terra delle colorate case. La laguna poi offre panorami mozzafiato, viste spettacolari sulle Dolomiti e incontri con la fauna locale, fatta soprattutto di uccelli marini.

 

Il margine della laguna, nel suo contatto con il Mare Adriatico, da origine alle splendide spiagge del Lido di Venezia, di Jesolo, di Eraclea Mare, di Caorle e di Bibione, mete del turismo estivo che ogni anno richiamano turisti da ogni parte del mondo. 

 

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LE DOLOMITI

Ebbene sì, da Ca’ Sverio si possono raggiungere in poco più di un’ora di auto le montagne “patrimonio dell’UNESCO”, le Dolomiti, celebri per le loro bianche pareti di roccia verticale, che al tramonto “arrossiscono”, dando vita a quel magnifico fenomeno chiamato “Enrosadira”.

 

Nel periodo invernale, le Dolomiti sono uno dei luoghi più celebri per lo sci, con comprensori sciistici di incredibile bellezza, come quelli del Civetta, di Cortina d’Ampezzo, di Falcade – San Pellegrino e di Padola e Sappada, per restare in Veneto. Sì, perché a differenza di come spesso si sente dire in giro, ben il 40% delle dolomiti patrimonio UNESCO non sono in Trentino Alto Adige, ma sono in Veneto, come in Veneto è Cortina d’Ampezzo, la regina delle Dolomiti. Sorpresi vero?


Ma le Dolomiti sono soprattutto natura, pace e silenzi, se si sa dove andare. Nel periodo estivo,

infatti, numerosissimi sono i sentieri che percorrono le Dolomiti e molti di questi, pur bellissimi, non sono frequentati dal turismo di massa. Non occorre arrampicare o avventurarsi lungo qualche via ferrata per rimanere soli con la natura. Se volete qualche consiglio, chiedeteci pure, siamo a disposizione!

 

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LE COLLINE DEL PROSECCO PATRIMONIO UNESCO

Nel bel mezzo di due siti patrimonio UNESCO già esistenti, le Dolomiti e Venezia (e la sua laguna), nel 2018 un altro sito è stato riconosciuto patrimonio mondiale: sono le Colline del Prosecco Conegliano – Valdobbiadene che, a dispetto del nome, abbracciano territori che comprendono anche i comuni di Vittorio Veneto e Pieve di Soligo.

 

Luogo di “vignaioli eroici”,  quest’area ha visto premiata non solo la bellezza paesaggistica, ma anche la lunga tradizione vitivinicola ed enogastronomica locale, caratterizzata da numerose eccellenze e da altrettanto numerose piccole produzioni locali.

 

Alloggiando a Ca’ Sverio, pur rimanendo distante dai grandi vigneti, sarai a meno di 15 minuti dal “core” delle Colline del Prosecco patrimonio UNESCO, raggiungibili non solo in auto, ma anche in Autobus (Linee 302 e 303) o in eBikes (che vi mettiamo a disposizione) in meno di mezz’ora di pedalata assistita.

 

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LA MARCA TREVIGIANA E I SUOI PARCHI TEMATICI DIDATTICI

Spesso “poco considerata” rispetto ai suoi più celebri vicini (Venezia, Verona, Dolomiti), la provincia di Treviso rappresenta una location incantevole per chi vuole evitare il turismo di massa. Ricchissima di Borghi storici incantevoli, di aree naturali protette, di monti non troppo impervi, ideali per la pratica sportiva, la Marca Trevigiana sta progressivamente richiamando sempre più visitatori, attratti anche dal buon cibo e dai pregiatissimi vini.

Il capoluogo, Treviso, è un piccolo gioiello circondato dalle acque di risorgiva, lontano dal turismo di massa e ricco di locali interessanti e animati, soprattutto per l’ora dell’aperitivo, un “must” dalle nostre parti. Ma non vanno dimenticate città come Castelfranco Veneto (con le sue mura), Asolo (una vera gemma), Vittorio Veneto (la città dove è terminata la prima guerra mondiale) e Oderzo (con le sue vestigia romane). Di minori dimensioni, ma ugualmente meritevoli, sono paesi come Cison di Valmarino, Follina, Valdobbiadene, Portobuffolè, Roncade, ricchi di storia e di tradizione, ma anche Silea (con il Parco del Sile), Revine Lago (con i Laghi di Revine, sito Natura 2000), la Foresta del Cansiglio (Parco Regionale) e il Montello, tutti luoghi in cui godere di una natura rigogliosa e generosa. Per chi volesse salire in quota, segnaliamo il Monte Grappa, il Monte Cese, il Monte Visentin e il Monte Pizzoc, tutti raggiungibili anche in auto, ma decisamente più suggestivi se saliti a piedi lungo i numerosi sentieri che li percorrono.

Recentemente, nella parte settentrionale della Marca Trevigiana, quella che viene definita Alta Marca, alcuni piccoli patrimoni naturali e culturali hanno iniziato a collaborare per offrire un’offerta adatta a famiglie e bambini, dando origine al sistema dei Parchi Didattici Tematici dell’Alta Marca Trevigiana. Grotte, palafitte, pojat, uliveti, mulini, parchi urbani, illustrazioni e affreschi sono diventati attrazioni dove è possibile “imparare visitando”, alla scoperta di antichi saperi, tradizioni e costumi.

 

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LA FORESTA DEL CANSIGLIO

Il Cansiglio è un vasto altopiano, circondato dall’omonima foresta, situato a cavallo di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, ad un’altitudine compresa tra i 900 m e 1.200 m s.l.m. Un luogo magico, un luogo in cui più di 1500 anni fa la Repubblica di Venezia veniva sapientemente a prendere i tronchi su cui costruire la città e poi le navi e in cui oggi moltissime persone salgono per godersi un po’ di refrigerio nelle torride giornate estive o per trovare la neve e lanciarsi in slittino lungo i dolci pendii che circondano la piana centrale.

 

La foresta del Cansiglio è Parco Regionale, caratterizzato da splendide faggete e dal fenomeno del “carsismo”, che costella l’ambiente di grotte e buchi (chiamati, appunto, “bus”), ma anche da una numerosissima popolazione di ungulati (cervi soprattutto), che in Ottobre, periodo degli amori, richiama tantissimi appassionati e fotografi, anche a notte fonda.

 

Ma il Cansiglio è anche un posto stupendo per escursioni, giri in bicicletta o pic-nic, senza dimenticare i buonissimi ristoranti, che servono piatti della tradizione e, soprattutto, prodotti caseari locali (consigliamo vivamente di assaggiare il “gelato allo yogurt” del Bar Bianco, soprattutto con i frutti di bosco!).

 

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I LAGHI DELLE PREALPI TREVIGIANE

Qui entriamo in un mondo nascosto, una “chicca” per pochi intimi. La valle che da Vittorio Veneto sale verso Belluno e le Dolomiti (Val Lapisina) è caratterizzata da una serie di specchi d’acqua, alcuni più grandi, altri meno, che contribuiscono a rendere “fresche” le serate estive di Vittorio Veneto. Lago di Negrisiola, Lago del Restello e Lago Morto dipingono in sequenza una vista affascinante, solo in parte rovinata dai piloni dell’Autostrada A27 costruita una quarantina di anni fa senza alcun rispetto per la natura che ora la circonda. Ma non è finita qui. Scollinato il passo di Fadalto, lo sguardo di apre sulle “prime Dolomiti”, ma ciò che colpisce il visitatore è il Lago di Santa Croce, un vero gioiello per gli amanti degli sport acquatici.

 

Il Lago Morto, in particolare, e il Lago di Santa Croce, nei mesi estivi offrono delle spiagge custodite, sassose e naturali, in cui godere del refrigerio e fare freschi bagni rigeneranti, accompagnati da bar e locali in cui poter mangiare un panino e bere qualcosa di fresco. Ma questi due laghi offrono anche dei venti sostenuti, ideali per il Kytesurf o il Windsurf, nonché acque e sponde invitanti per dei bei giri in canoa o in kayak.

 

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ESCURSIONI

Al Monte Pizzoc da Borgo Sonego (Fregona)

Avete voglia di mettere alla prova le vostre gambe e i vostri polmoni? Bene, questa escursione è quello che fa per voi! Circa 1000 metri di dislivello da percorrere in circa 2 ore e un quarto (un po’ meno se si è ben allenati), lungo un percorso fantastico che, uscendo dal bosco appena dopo il capitello dedicato alla Madonna dell’Agnelezza, offre vedute straordinarie sulla Vallata e sui laghi di Revine (Sito Natura 2000), sulle Prealpi Trevigiane (Monti Visentin e Cesen in particolare), sulla pianura trevigiana e, se il cielo è abbastanza limpido, sul Mare Adriatico e su Venezia.

In cima vi aspetta il Rifugio Vittorio Veneto, con ottimi pasti e, se decidete di  passare la notte ai 1.565 metri della cima, un confortevole alloggio.  

Il rientro, oltre che per il sentiero percorso all’andata, può avvenire “ad anello” scendendo per località Cadolten, lungo la strada carrozzabile del Santo, che vi riporterà in circa 2 ore al punto di partenza.  Per i più allenati e “temerari”, si consiglia la “Direttissima” che, staccandosi dal sentiero descritto poco prima di giungere al Capitello della Madonna dell’Agnelezza, si inerpica piuttosto verticale fino al rifugio Vittorio Veneto, raggiungendolo in meno di un’ora. 

Per il rientro, come sopra.

Sito: https://www.rifugiocittadivittorioveneto.it/

Al Col Alt dalla Chiesa di Montaner lungo il Sentiero Pagnoca (Sarmede)

Un percorso ad anello di circa 3 ore e mezza che, partendo dalla Chiesa di San Pancrazio a Montaner di Sarmede, vi porterà fino agli 870 metri sul livello del mare del Col Alt (monumento), passando per il suggestivo Parco dei Carbonai,  un luogo magico immerso nella foresta del Cansiglio in cui è possibile conoscere l’antica tecnica della produzione del carbone.

Il sentiero, tabellato CAI (n. 1061), si snoda dapprima sulle dolci pendici che sovrastano l’abitato di Montaner, passando per la Chiesetta del Santo (dedicata a Sant’Antonio e costruita intorno al 1930 su un capitello del 1700), per poi proseguire in salita, a sinistra della stessa, per un breve tratto su sentiero, fino ad incrociare la strada forestale che porta alla località “Col de Faè” a circa 700m sul livello del mare. Da lì, un ombreggiato sentiero vi permetterà di salire, per splendidi boschi di pino, fino agli 850 metri del Parco dei Carbonai, per poi proseguire in falso piano fino al Col Alt, da dove si gode una magnifica vista sulla pianura veneta e friulana.

Il rientro avviene a sud-est verso il Monte Castelir, incrociando il sentiero 1060 e scendendo fino a Borgo Val, dal quale, per la provinciale, si ritorna al punto di partenza.

Durata: 4 ore e 30 minuti circa

Al Castelir da Rugolo (Sarmede)

La partenza di questo caratteristico sentiero è presso la storica piazzetta di Rugolo, accanto alla celebre chiesa con il portale dipinto dal grande Stepan Zavrel. Da lì, si prosegue verso nord imboccando via Rugolet e si inizia a salire lungo una facile strada asfaltata fino ad un bivio al quale si svolta a sinistra, sempre in salita.

Dopo poco meno di 200 metri, si incontrano due cartelli, entrambi indicanti Cima Castelir: consigliamo di salire lungo il sentiero CAI (n. 1040) che procede dritto tra le case, lasciando sulla destra il secondo percorso, più agevole, da percorrere in discesa sulla via del ritorno.

In breve tempo si sale quindi per boschi e vecchie casere, fino ad incrociare una strada forestale, che si attraversa per continuare lungo il sentiero n. 1040.

Giunti al termine dello stesso, presso una “sella” in cui si incrociano ben 4 percorsi (uno dei quali porta alla Cima della Cima e più in là al Parco dei Carbonai), si sale velocemente sulla destra e in meno di 5 minuti si giunge alla “Chiesetta Castelir”, dalla quale si gode un panorama straordinario su tutta la pianura veneta.

Per il ritorno, si segue ancora il sentiero n. 1040, che ora diventa una comoda carrozzabile in cemento, ma giunti presso un tornante si continua a seguire la strada nonostante le indicazioni per il sentiero n. 1040 portino sulla destra. In questo modo tornerete nuovamente all’abitato di Rugolet e poi a Rugolo, punto di partenza iniziale, in meno di 45 minuti.

Durata:  2 ore e 30 minuti circa

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